Sono convinto che la Psichiatria, come ogni disciplina nel campo della salute, debba prendersi cura della persona nella sua interezza e nel suo contesto, facendo propria una concezione sistemica della vita e della salute.

In pratica, la cura del disagio psichico deve poter contemplare interventi differenziati, coordinati e di volta in volta modulabili, nessuno dei quali basta da solo: la parola chiave, quindi, è l’integrazione.

In sintesi, i miei principi guida sono i seguenti:

  • Agli psicofarmaci il giusto ruolo. Da un lato i farmaci sono uno degli strumenti a disposizione dello psichiatra, di certo non l’unico. Dall’altro, prescrivere un farmaco non è semplicemente un atto tecnico, ma invece è un atto che trova il suo contesto nella relazione terapeutica e la influenza. Sull’uso più corretto degli psicofarmaci, considerando attentamente i rischi e l’effettiva efficacia, vale il principio “primum non nocere”
  • La psicoterapia è il miglior farmaco, essendo efficace e tagliata su misura del paziente. Anche in psicoterapia sono favorevole all’integrazione di più modelli, tenendo in considerazione gli aspetti terapeutici comuni alle diverse scuole. 
  • Molta più attenzione allo stile di vita: l’attività fisica, l’alimentazione, la gestione dello stress sono aspetti la cui importanza va ben oltre la semplice prevenzione, e che invece rientrano a pieno titolo negli interventi terapeutici. La pratica regolare della meditazione ha indubbi benefici per la salute, supportati da un’ampia letteratura scientifica.
  • Diagnosi e cura interdisciplinari e transdisciplinari. In molti casi, infatti, può essere necessario l’intervento coordinato di più professionisti, sia stabilmente che limitatamente ad alcune fasi del percorso terapeutico. Valorizzo molto il lavoro d’equipe e la comunicazione tra curanti.
  • Il paziente va visto nel suo contesto. Per esempio cercando un dialogo più allargato possibile con e tra i soggetti coinvolti (familiari, amici, curanti) nel percorso di cura. La collaborazione con il mondo del sociale e l’attenzione agli aspetti comunitari possono essere determinanti in alcuni casi. Visite domiciliari, terapia in ambiente, incontri di gruppo sono strumenti importanti. 
  • La persona al centro. Significa rispettare prima di tutto i diritti, la visione del mondo, il linguaggio, i bisogni, e naturalmente le scelte del paziente. Da parte sua, lo psichiatra, come medico, si assume la responsabilità di aiutare il paziente ad uscire da una condizione problematica, con gli strumenti che ha. Sono convinto che una parte importante del processo di cura, soprattutto in psichiatria ma non solo, consista nell’aiutare il paziente a ritrovare la propria autodeterminazione, il senso delle proprie scelte, e la speranza.